La sostenibilità aziendale non è più solo una questione di immagine. Dal 2025, molte aziende europee sono legalmente obbligate a rendicontare le proprie emissioni di CO₂, e nei prossimi anni questo obbligo si estenderà a un numero sempre maggiore di imprese italiane.

Per le aziende con flotte di veicoli, questo significa dover raccogliere dati accurati sull’impatto ambientale di ogni mezzo e dimostrare pratiche responsabili a clienti, revisori e autorità.

In questo articolo ti spieghiamo cos’è la direttiva CSRD, chi è coinvolto, quali sono le scadenze e come prepararti per essere conforme.

Cos’è la Direttiva CSRD?

La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è una normativa dell’Unione Europea che impone alle aziende di divulgare il proprio impatto ambientale in modo standardizzato, incluse le emissioni di gas serra.

La direttiva sostituisce e amplia la precedente NFRD (Non-Financial Reporting Directive), introducendo requisiti più stringenti e coinvolgendo un numero molto maggiore di aziende.

Importante: La CSRD non riguarda solo le grandi multinazionali. Nei prossimi anni coinvolgerà anche molte PMI italiane, direttamente o indirettamente attraverso la catena di fornitura.

Chi è Coinvolto e Quando?

L’implementazione della CSRD è graduale e segue questo calendario:

Dal 2025 (rendicontazione sull’esercizio 2024):

  • Società quotate con più di 500 dipendenti
  • Grandi imprese già soggette alla precedente NFRD

Dal 2026 (rendicontazione sull’esercizio 2025):

  • Società non quotate che soddisfano almeno 2 di questi 3 criteri:
  • Più di 250 dipendenti - Fatturato annuo superiore a 40 milioni di euro - Attivo patrimoniale superiore a 20 milioni di euro

Dal 2027 (rendicontazione sull’esercizio 2026):

  • PMI quotate che soddisfano almeno 2 di questi 3 criteri:
  • Più di 10 dipendenti - Fatturato superiore a 700.000 euro - Attivo patrimoniale superiore a 350.000 euro

La direttiva si applica anche alle aziende con sede fuori dall’UE che generano un fatturato superiore a 135 milioni di euro nel mercato europeo.

L’Effetto a Cascata sulla Catena di Fornitura

Ecco il punto che molte PMI italiane sottovalutano: anche se la tua azienda non rientra direttamente nei criteri CSRD, potresti essere coinvolto indirettamente.

Le grandi aziende soggette alla direttiva devono rendicontare le emissioni dell’intera catena del valore, inclusi i fornitori. Questo significa che se lavori come fornitore o terzista per aziende più grandi, ti verrà probabilmente richiesto di fornire dati sulle emissioni associate ai tuoi servizi.

Per le aziende di trasporto e logistica, questo si traduce nella necessità di calcolare e comunicare le emissioni di CO₂ associate a ogni consegna effettuata.

Vantaggio competitivo: Le aziende che già oggi sono in grado di fornire report accurati sulle emissioni hanno un vantaggio significativo nelle gare d'appalto e nei rapporti con clienti corporate sempre più attenti alla sostenibilità.

Come Calcolare le Emissioni della Flotta

Il calcolo delle emissioni di CO₂ di una flotta si basa principalmente sul consumo effettivo di carburante. Per ogni litro di gasolio bruciato, vengono emessi circa 2,65 kg di CO₂; per la benzina, circa 2,31 kg.

Per avere dati accurati e affidabili, servono:

  • Monitoraggio dei consumi reali di ogni veicolo (non stime teoriche)
  • Tracciamento dei chilometri percorsi per calcolare l’efficienza
  • Storico dei dati per confrontare periodi diversi e misurare i miglioramenti
  • Report esportabili in formati standard per audit e rendicontazione

Affidarsi a stime basate sui consumi teorici dei veicoli non è sufficiente: i revisori richiedono dati basati su consumi effettivi e misurabili.

Cosa Deve Contenere un Report CO₂

Un report sulle emissioni della flotta utile per la conformità CSRD dovrebbe includere:

  • Emissioni totali della flotta in un periodo definito (mensile, trimestrale, annuale)
  • Emissioni per veicolo per identificare i mezzi meno efficienti
  • Emissioni per chilometro o per consegna, utili per i report ai clienti
  • Confronto con periodi precedenti per dimostrare i miglioramenti
  • Formato esportabile (PDF per audit, Excel per analisi interne)
Con Piramis Locator puoi visualizzare i consumi di carburante e le emissioni di CO₂ per ogni veicolo della flotta. I report possono essere esportati per la rendicontazione di sostenibilità e per rispondere alle richieste dei clienti corporate.

Prepararsi Oggi per gli Obblighi di Domani

Anche se la tua azienda non rientra ancora nei criteri CSRD, ci sono buoni motivi per iniziare a monitorare le emissioni già oggi:

  • Anticipare le richieste dei clienti: Le grandi aziende stanno già chiedendo dati sulle emissioni ai loro fornitori
  • Prepararsi alle scadenze: Implementare sistemi di monitoraggio richiede tempo; meglio non aspettare l’ultimo momento
  • Identificare opportunità di risparmio: Monitorare le emissioni significa anche monitorare i consumi, con potenziali risparmi economici
  • Migliorare l’immagine aziendale: La sostenibilità è sempre più un fattore di scelta per clienti e partner

La Flotta come Punto di Partenza

Per molte aziende italiane, la flotta di veicoli rappresenta una delle principali fonti di emissioni dirette. Questo la rende un punto di partenza ideale per la rendicontazione di sostenibilità.

A differenza di altre fonti di emissioni (come il consumo energetico degli edifici), le emissioni della flotta sono relativamente semplici da misurare con gli strumenti giusti: basta monitorare i consumi effettivi di carburante.

Inoltre, è un’area in cui è spesso possibile ottenere miglioramenti significativi attraverso la guida ecologica, l’ottimizzazione dei percorsi e la manutenzione preventiva.